GIUSEPPE DISTASO SUONA:

L'organo F.lli Ruffatti della cattedrale di Trani (Ba)

LA STORIA DELLA CATTEDRALE

La vicenda dell'edificio ha inizio nel 1099, quando l'Arcivescovo di Bisanzio, dopo aver proclamato santo il giovinetto pellegrino Nicola, cominciò a costruire una chiesa in suo onore. In seguito visse varie fasi costruttive, ma la spinta maggiore alla costruzione fu data tra il 1159 e il 1186.
Solo nel quarto decennio del XIII sec. iniziarono i lavori di costruzione del bellissimo campanile (alto m. 58,90) che si protrassero per più di un secolo.
Se l'impatto con la costruzione si ha venendo dal mare, non si può non rimanere colpiti dal corpo absidale. Dalla poderosa struttura del transetto si staccano i semicilindri delle tre absidi altissime, da cui emerge prepotentemente quella centrale arricchita da un monumentale finestrone quale la struttura dell'abside richiedeva.
All'esterno il corredo plastico aumenta man mano che la costruzione si eleva in altezza.
A oriente campeggia il finestrone absidale, a sud un rosone monumentale. Conclude tale progressione il cornicione a mensole, popolato di fantastici animali alternati ad un repertorio di figure umane tra le quali spicca l'antico cavaspina.
La facciata, di minore altezza rispetto alle altre parti della chiesa, spicca per la sua luminosità dovuta all'uso di una pietra bianco-rosata di cui sono ricche le cave locali (marmo di Trani). Nella parte inferiore il bellissimo portale è chiuso dalla stupenda porta bronzea opera di Barisano da Trani (1175). Il rilievo bassissimo delle formelle della porta non contrasta con gli intagli del portale.

Vista frontale della cattedrale di Trani


L'accesso all'interno della chiesa è possibile attraverso una porta aperta nella fiancata sud. Da qui si accede alla chiesa di S. Maria: una lunga aula divisa in tre navate da ventidue colonne di spoglio. Recenti scavi hanno portato alla luce vasti tratti di pavimentazione musiva, visibili attraverso botole aperte sul pavimento della cripta. Una scala permette l'accesso al sacello di S. Leucio.
Sempre dalla chiesa di S. Maria, scendendo alcuni scalini si accede alla cripta di S. Nicola Pellegrino. Qui colpisce la presenza di colonne di marmo greco alte e sottili che conferiscono un'impressione di levità veramente bizantina. Tra le due cripte due scalinate conducono alla chiesa superiore: una vasta aula divisa in tre navate da un doppio filare di sei colonne binate.
L'impressione generale è di un accentuato sviluppo in altezza della navata centrale. L'arredo attuale tenta invano di sostituire la suppellettile antica. Unica testimonianza dell'antico splendore è ciò che resta del pavimento musivo nell'area dell'altare maggiore, sufficiente a far immaginare una chiesa sontuosamente addobbata e ricca di colore, come lo furono tutte le cattedrali pugliesi.
Il campanile si alza su un imponente passaggio ogivale. La sua superficie è scandita da finestra progressivamente a più luci e culmina in una cuspide ottagonale e piramide.
Tra il 1950 e il 1960 la Cattedrale fu interessata da una serie di radicali interventi volti soprattutto a recuperare l'originale struttura architettonica. In particolare: si ottiene lo splendido isolamento del monumento con la demolizione del settecentesco cappellone del Santissimo e della sacrestia; delle numerose cappelle interne della chiesa superiore; con il ripristino dell'interno, mediante rimozione dello strato di stucco lucido.
Si "smonta" ab imis il campanile, e lo si ricostruisce con l'impiego degli stessi conci. Si eliminano i soffitti settecenteschi e si ripristinano le tettoie a capriate.

L'ORGANO

L'ORGANO ANTICO

I grandi lavori di ristrutturazione e di "ritorno alla semplicità" degli anni 60 - 70 hanno interessato anche gli organi. Probabilmente prima della costruzione del grande organo Ruffatti la cattedrale possedeva un piccolo organo positivo per il semplice accompagnamento delle celebrazioni liturgiche che è stato rimosso e demolito prima della costruzione dell'organo odierno. Purtroppo il dipinto conservato nella sagrestia della cattedrale, che mostra come era la chiesa prima dei lavori di ristrutturazione, non dà notizie sull'organo, che sicuramente era collocato, come quello odierno, a destra dell'altare.

L'ORGANO ODIERNO

Fotogramma della messa trasmessa su RaiUno nel mese di Febbraio

L'organo odierno è un grande organo sinfonico costruito dalla ditta F.lli Ruffatti di Padova intorno agli anni 60, esso consta di 3 tastiere di 61 note, pedaliera di 32 note e in tutto 48 registri di cui alcuni prolungati o derivati, soprattutto al pedale.

Esso occupa per intero il transetto destro della cattedrale, ed è molto curioso verificare come Ruffatti abbia collocato sotto la mostra una serie di porticine per l'accesso ai vari corpi dell'organo, per l'accordatura di alcune canne ad ancia poste subito dietro la mostra e l'accesso all'interno dell'organo.

Vista frontale dell'organo

La mostra, articolata in tre cuspidi, parte, in posizione centrale dal do1 del principale 16' del G.O. e continuando con canne di principale 16' e principale 8' nelle due cuspidi laterali; è buffo constatare come le canne siano molto lunghe e di diametro stretto, cosa che può far pensare che possano essere anche canne di ottava.

La trasmissione è elettrica e mette in risalto la tendenza alla costruzione di organi elettrici, tipica della metà del secolo scorso; il luogo in cui si trova questo organo infatti sarebbe stato perfetto per collocarci un organo meccanico.

La consolle, molto decorata è rivolta di spalle all'organo ma in prossimità dello stesso, riducendo quasi a nullo il ritardo acustico generato dalla distanza tra corpo e consolle.

Dietro la facciata ci sono subito le griglie dei corpi espressivi ed in particolare le campane del recitativo che appaiono ben presenti all'interno della fonica dell'organo, il loro accoppiamento è possibile su tutti e tre i manuali e sulla pedaliera.

 Disegno dell'interno dell'organo

in fucsia il positivo, in giallo il recitativo, nella parte superiore il grand'organo e nel fondo dell'organo il pedale che si estende per tutta la larghezza dell'organo.

 

Disposizione fonica

I° MANUALE: Positivo Espressivo

Principale 8’

Flauto a cuspide 8’

Principalino 4’

Flauto 4’

Nazardo 2.2/3

Flagioletto 2’

Terza 1.1/3

Cornetto combinato

Ripieno 5 file 2’

Cromorno 8’

Voce Umana 8’

Campane dal III°

Tremolo

II° MANUALE: Grand'organo

Principale 16’

Principale 8’

Flauto traverso 8’

Dulciana 8’

Ottava 4’

Flauto armonico 4’

Duodecima 2.2/3’

Decimaquinta 2’

Ripieno grave 5 file

Ripieno acuto 5 file

Tromba 8’

Campane dal III°

 

III° MANUALE: Recitativo Espressivo

Principale 8’

Bordone 8’

Viola da gamba 8’

Salicionale 8’

Ottava dolce 4’

Flauto camino 4’

Sesquialtera 2 file 2.2/3

Silvestre 2’

Cimbalo 5 file 2’

Voce celeste 2 file 8’

Tuba Mirabilis 8’

Oboe 8’

Voce Corale 8’

Campane

Tremolo

PEDALE

Acustico 32’

Contrabasso 16’

Principale 16’

Subbasso 16’

Basso 8’

Bordone 8’

Violoncello 8’

Ottava 4’

Ripieno 5 file 2.2/3

Trombone 16’

Tromba 8’

Clarone 4’

Campane dal III°

Tremolo al violoncello

 

UNIONI

Pos 8 Pedale

G.O. 8 Pedale

Recit. 8 Pedale

Pos 4 Pedale

G.O. 4 Pedale

Recit. 4 Pedale

Recit. 8 Positivo

Positivo 8 G.O.

Recitativo 8 G.O.

Posit. 16 Posit.

Ann.Unissono Positivo

Posit. 4 Posit.

Recit. 16 Posit.

Recit. 4 Posit.

G.O. 16 G.O.

Ann.Unissono G.O.

G.O. 4 G.O.

Posit. 16 G.O.

Posit. 4 G.O.

Recit. 16 G.O.

Recit. 4 G.O.

Recit. 16 Recit.

Ann.Unissono Recit.

Recitativo 4 Recit.

ANNULLATORI

Ann.acustico 32 pedale

Ann.principale 16’

Ann.ancie positivo

Ann.ancie G.O.

Ann.ancie Recitativo

Ann.ancie pedale

Ann.ancie generale

Ann.ripieni Pos e Recit.

Ann.ripieni G.O. e Ped

Ann.unioni pedale

Ann.unioni manuali

Ann.accopp 16 manuali

Ann.accopp 4 manuali

PEDALETTI, STAFFE, ACCESSORI

SEZIONE SINISTRA INFERIORE:

6 combinazioni aggiustabili

richiamo unioni 8'

CENTRALE

Staffa crescendo

Staffa espressione al positivo

Staffa espressione al recitativo

SEZIONE DESTRA INFERIORE

Ripieni ai manuali

ancie

Forte generale

ACCESSORI:

Voltmetro

Piano automatico Pedale

Traspositore

Combinazioni aggiustabili distinte per Positivo e Recitativo

Pulsanti sotto-tastiera di richiamo unioni 8

L'ESPERIENZA PERSONALE

In quella che sembrava una mattinata fallimentare siamo riusciti a suonare l'organo della cattedrale di Trani e l'organo della basilica di san Giuseppe a Bisceglie (di cui parlerò nel prossimo articolo); dico "siamo" perchè mi sono recato a suonare gli organi con l'amico Antonio Didedda, organista alla cattedrale di Troia.

Arrivati a Trani ho speso moltissimo tempo nell'osservare l'imponenza di questo organo, la canna centrale di principale 16' larga come un bambino di 10 anni e le porticine sotto la mostra che si aprivano facendo vedere canne di tromba, corridoi interni, scale, cosa mai vista prima; a dir la verità mi era venuta la tentazione di entrare dentro l'organo ma un pò il tempo che stringeva e un pò la paura di rovinare qualcosa, ho abbandonato questo pensiero, con la certezza di poterlo fare in un futuro non molto lontano.

Alla consolle ho totalmente improvvisato, volendo soprattutto provare tutte le voci di questo grande strumento e soprattutto le già citate campane che non avevo mai avuto l'occasione di sentire. Ho eseguito a memoria lo spartito del famoso Inno del giubileo "Gloria a te cristo Gesù" scritto da Jean Paul Lecòt, articolando strofa e ritornello tra il positivo e il grand'organo.

Certamente l'organo necessita di manutenzione, ance non sempre precise, improvvise interruzioni di suono fanno capire come negli ultimi anni questo strumento sia stato un pò trascurato, ma comunque un bel grande strumento.

* upload page

Ho risuonato quest'organo in veste più solenne a settembre del 2003 durante un matrimonio, accompagnando il mio amico Tenore Salvatore De Benedetto, occasione in cui ho spremuto di più lo strumento e dove ho potuto scattare una foto, diciamo un pò più decente!

TORNA ALLA HOME PAGE