L'ORGANO DEGLI EROI

Heldenorgel – KUFSTEIN (Austria) – E.F. Walcker op. 2308 (1931–1971)

di Graziano Fronzuto

Come tutti sanno, una delle ragioni principali per cui l’organo è ritenuto essere lo strumento musicale per eccellenza è che quando suona trasforma l’intero ambiente in cui è immerso in un grandioso strumento musicale. Infatti, un organo a canne nel suonare trasforma l’intero ambiente in uno strumento musicale che vibra dovunque: il suono diventa reale, palpabile e ci si sente immersi in esso, completamente, indefinitamente.

Provare, per credere: una chiesa, un auditorium, un teatro: diventano immensi strumenti musicali quando in essi risuona un organo. Nessuno altro strumento riesce a tanto, né un pianoforte, né un violino, né un flauto, né una tromba e neppure un’intera orchestra o un intero coro (e tantomeno un organo elettronico). Chi ama il meraviglioso mondo dell’organo sa bene tutto ciò.

E’ quindi possibile trasformare in uno strumento musicale non una chiesa, non un auditorium, non un teatro né un qualsiasi altro edificio umano, ma un intero ambiente naturale: una valle con i suoi altissimi monti, il suo fiume che scorre, una intera città? La domanda, che senza le premesse suesposte sembrava assurda, è invece reale ed ha un’unica

risposta positiva possibile: basta che in questo ambiente risuoni un organo!

Dare risposta concreta a questa domanda sembra la ragione più bella che nel 1926 spinse l’ingegnere austriaco Max Depolo e altri suoi amici a intraprendere l’iniziativa coraggiosa di costruire quell’organo.

L’ambiente era il più bello e propizio, la valle del fiume Inn, al confine tra Austria e Germania e non lontano da quella parte di Tirolo che dal 1918 era divenuto Italiano, all’altezza della città di Kufstein, il cui antico castello possedeva una grande torre atta allo scopo di divenire la cassa armonica di quest’organo [fotografia 1: il manifesto disegnato da Karl Fricker, che rappresenta visivamente gli ideali dei promotori dell’iniziativa].

Con senso profondamente umano e religioso, quell’organo avrebbe suonato in memoria di tutti gli innumerevoli Eroi caduti su quelle montagne –dalle epoche più remote fino alla Grande Guerra– divenendo un monumento vivo e vibrante al loro immane sacrificio, consumato perché noi –loro posteri– potessimo finalmente vivere in pace!

Un organo per la preghiera e la meditazione, un organo per la memoria e la riflessione, un organo per la pace, un organo per gli Eroi: in tedesco, Helden Orgel.

Raccogliendo adesioni ed offerte dovunque –e non era facile data la situazione disastrosa dell’Europa di quegli anni, ma la nobile causa trovò insperate adesioni ovunque– in pochi anni si riuscì ad avere le risorse per realizzare l’iniziativa e affidare la costruzione dell’organo alla casa organaria E.F. Walcker di Ludwigsburg. Il progetto fonico, di Oskar Walcker e dell’organista Franz Schülz [fotografia 2], era sobrio e funzionale: due tastiere di 56 tasti e pedaliera di 30 pedali, azionanti 26 registri a fortissima pressione (oltre 450 mm in colonna d’acqua, quasi 9 volte la pressione normale), tutti in cassa espressiva:

I Manual C–g’’’

Schweller [Espressivo]

1      Bordun 16’

2      Principal Major  8’

3      Doppel Flöte    8’

4      Fugara   4’

5      Kornett 6 - 10 fach

6      Cymbel 3 - 4 fach

7      Trompete   8’

8 Glockenspiel

 

II Manual C–g’’’

Schweller [Espressivo]

9      Principal 8’

10      Gamba - Vox Coelestis    8’ 1-2-fach

11      Oktave   4’

12      Quinte 2’2/3’

13      Oktave    2'

14      Mixture 5 -6 fach

15      Tromba 16’

16 Helltrompete      8’

17      Clarion   4’

 

Pedal C–f’

Schweller [Espressivo]

18      KontraBaβ 16’

19      SubBaβ 16’

20      Violon    8’

21      Oktave   4’

22      Mixtur 5 – 6 fach

23      Tube    16’

24      Tromba 16’

25 HellTrompete    8’

26      Clairon   4’

 

Koppeln [accoppiamenti]

1      II – I

2 UnterOktave II – I

3 OberOktave I

4 OberOktave II – I

5 UnterOktave II

6 OberOktave II

7      I – P

8      II – P

9 OberOktave I – P

10 OberOktave II – P

11 BaβKoppel P – I

 

Beiwerke [Accessori]

1 Handregister [inserimento manuale dei registri]

2      Freie Kombination 1

3      Freie Kombination 2

4      Tutti

5 CrescendoWalze [Rullo del Crescendo]

6 Handregister ab [annullo registri inseriti manualmente]

7      Walze ab [annullo crescendo]

8      Zungen ganze Orgel ab [annullo ance]

9      Zungen ganze Manualen ab [annullo ance ai manuali]

10      Schweller ganze Orgel [espressione intero organo]

11      Tremulant I

12      Tremulant II

 

 

Le canne furono collocate nella torre principale del castello di Kufstein [fotografia 3] mentre la consolle fu collocata ad oltre 200 m di distanza, in basso, in una casa appositamente costruita [fotografia 4: la scritta “HeldenOrgel Spieltisch vuol dire appunto consolle dell’organo degli Eroi], con intorno uno spiazzo per gli spettatori. Un microfono nella torre collegato ad un altoparlante vicino alla consolle fa ascoltare all’organista lo strumento senza il ritardo acustico (che, data la distanza, rende impossibile qualsiasi esecuzione).

Alla fine, l’HeldenOrgel suonò. L’inaugurazione durò un’intera stagione: dalla primavera all’autunno 1931, con l’esibizione dei maggiori organisti tedeschi ed austriaci dell’epoca.

Dopo la benedizione dell’Arcivescovo, l’organista Emanuel Gatscher di Monaco tenne il concerto inaugurale sabato 24 maggio 1931 (casualmente [?] l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria di 16 anni prima…).

Ed ecco che le note del primo brano – l’ “Intrada” di Sigfried Karg–Elert appositamente composta– riescono a compiere il miracolo: l’intera valle si trasforma in un immenso strumento musicale; i monti, il fiume, la città diventano vibranti registri di un organo immenso. La musica valica tutti i confini assurdamente contesi dagli uomini in millenni di guerre, e dalle cime ancora insanguinate dall’ultimo tremendo conflitto, un’infinita schiera di Eroi di tutte le nazioni può allora levare il proprio canto: finalmente c’è l’organo che può accompagnare questo immenso Coro di Anime!

I concerti si susseguono e rinnovano il miracolo; il 25 giugno 1931, è la volta di Günter Ramin a suonare l’organo o meglio la valle di Kufstein. Il maestro Ramin suona i Corali di Johann Sebastian Bach e molti degli spettatori giureranno di aver sentito davvero infinite voci da ogni dove intonare all’unisono quegli antichi Canti. Storie? Bugie? Suggestioni? Esaltazioni? E perché mai si dovrebbe pensare che si osi mentire su queste cose? La vista inganna, l’udito no! Se suona l’organo [Orgel] cantano gli Eroi [Helden]! perché se no dovrebbe chiamarsi HeldenOrgel?

Sulle montagne e nei boschi dei dintorni, i viandanti si fermano, i montanari si segnano, gli alpini si levano rispettosamente il cappello, i pastori si inginocchiano: coll’orecchio ascoltano l’Organo degli Eroi e con il cuore ascoltano il Coro delle loro Anime. 

Così il miracolo si rinnova e si decide che ciò avvenga ogni giorno, sempre alla stessa ora, senza interruzioni.

O meglio, un’interruzione ci sarà e anche piuttosto lunga, dovuta alla seconda guerra mondiale la cui furia zittirà quest’organo per lunghi anni.

Anche la seconda guerra mondiale finì: e stavolta la schiera degli Eroi era talmente grande e talmente disperata che pretese perentoriamente la consolazione del suono dell’organo. Lentamente, sommessamente, poi grandiosamente, l’HeldenOrgel tornò a suonare.

Nel 1966 fu necessaria una revisione generale dello strumento e fu l’occasione per impostare un ampliamento e un potenziamento, secondo il progetto dei Maestri Karl Neuhauser e Reinhold Hindinger [fotografia 5]. L’organo fu portato a 4 tastiere di 61 tasti, con 49 registri, conservando in cassa espressiva solo il II manuale e parte dei registri del Pedale:

I Manual C–c’’’’

HauptWerk [aperto]

1     GedacktPommer 16’

2      Principal Major  8’

3      RöhrFlöte   8’

4      Principal 4’

5      NachtHorn         4’

6      Oktave   2’

7      Sesquialter 3 fach

8      Mixtur 7 fach

9      Scharff 5 fach

10    Trompete   8’

11    Glockenspiel

 

II Manual C–c’’’’

SchwellWerk [Espressivo]

12      Quintade 16’

13       WeitPrincipal    8’

14       DoppelFlöte      8’

15      Gamba    8’

16      Vox Coelestis            8’

17      Oktave   4’

18      RöhrFlöte   4’

19      Nasart 2’2/3’

20      Principal 2’

21      GemsHorn   2’

22      Mixtur 7 – 7 fach

23       Fagott  16’

24       Oboe      8’

25       Tremulant

III Manual C–c’’’’

PositivWerk [Aperto]

26      Gedeckt 8’

27      SpitzFlöte   8’

28      Principal 4’

29      BlockFlöte   4’

30      Oktave   2’

31      Quinte 1’1/3’

32      TerzCymbel 4 fach

33      KopfTrompete  8’

34      Tremulant

IV Manual C–c’’’’

BlockWerk [Aperto]

35      GroβMixtur 8–11 fach     8’

36      Trompete 16’

37      Trompete   8’

38      Trompete   4’

39     Glockenspiel

 

Pedal C–f’

Schweller [Espressivo]

40      KontraBaβ 16’

41      SubBaβ 16’

42      OktavBaβ   8’

43      GedecktBaβ       8’

44      ChoralBaβ   4’

45      Mixtur 6 fach

46      Bombarde 32’

47      Posaune 16’

48      HellTrompete    8’

49      Clairon   4’

Beiwerke [accessori]

1      6 SetxerKombinationen [6 combinazioni libere generali]

4      Tutti

5      CrescendoWalze [rullo del crescendo]

6      Manual 16’ ab [annullo registri 16’ ai manuali]

7      Manual Zungen ab [annullo ance ai manuali]

8      Zungen ganze Orgel ab [annullo ance all’intero organo]

9      Zungenchor an/Labiale ab [inserimento Ance/annullo labiali]

10      GeneralSchweller [crescendo generale]

 

Koppeln [accoppiamenti]

1      II – I

2      III – I

3      IV – I

4     OberOktave II – I

5     UnterOktave II – I

6    OberOktave III – I

7    UnterOktave III – I

8    OberOktave I

9      III – II

10      IV – II

11    OberOktave III – II

12    OberOktave IV – II

13    UnterOktave II

14      IV – III

15    OberOktave IV – III

16      I – P

17      II – P

18      III – P

19      IV – P

20    OberOktave I – P

21    OberOktave II – P

22    OberOktave III – P

23    OberOktave IV – P

 

L’organo fu inaugurato nel 1971 con l’esecuzione del brano “Der Benzenauer”– Toccata per tre trombe, tre tromboni, timpani, percussioni e HeldenOrgel, composto dal musicista italo–austriaco Cesar Bresgen (Firenze, 1913–Salisburgo, 1988), che riprende il tema di una canzone guerresca germanica del 1504, dal titolo appunto “Der Benzenauer” (cioè seguace della nobile famiglia guerriera dei Von Benzenau).

Ogni giorno, alle 12, l’HeldenOrgel suona: si badi, non è un carillon, c’è sempre un organista. Infatti l’HeldenOrgel consente un repertorio vastissimo, anche se poi il repertorio “in tema” è quello più emozionante; brani come “TrauerOde” op. 145 n. 1 di Max Reger (composta nel 1916 in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, allora in corso) o “La pièce Heröique” di César Franck o il brano dal medesimo titolo composto da Marco Enrico Bossi trovano qui il loro organo più perfetto.

Purtroppo non si può chiedere di suonarlo tanto per provare; la sua collocazione fa sì che il suo suonare sia un rito, meticolosamente preparato e programmato con largo anticipo con un calendario organistico di largo respiro. Né si può pensare di incidere un CD: bisogna andare a Kufstein e immergersi completamente nel suono dell’HeldenOrgel.

Il 28 agosto 1988 Kufstein e Rovereto si sono gemellate. A volte –chissà– i solenni rintocchi della Campana “Maria Dolens” di Rovereto [fotografia 6], voluta da don Antonio Rossaro [composta dal bronzo delle armi di morte di decine di nazioni, benedetta il 24 maggio 1925 (non a caso) e rifusa nel 1939 e nel 1966] da lontano si mescolano con le note dell’HeldenOrgel e il Coro delle Anime di tanti Eroi torna a cantare, risvegliando le nostre coscienze dall’oblìo e ricordandoci il dovere imperativo di ascoltare quel canto affinché il sacrificio di quegli Eroi per donarci un mondo di pace non sia vano.

febbraio 2003

Graziano Fronzuto

 

Un sincero ringraziamento al Dr. Gottfried Preindl dell’Azienda Turismo Cittadina di Kufstein, e al sig. W. Walker Mayr della Casa Organaria Walcker; a tali Aziende appartengono le fotografie che si riportano a mero titolo di citazione, rimandando ai rispettivi siti e pubblicazioni per una più completa visione.

 

Bibliografia essenziale:

“Heldenorgel Kufstein” compilato dal Dr. Franz Biasi e dall’organista prof. Reinhold Hindinger, disegno di copertina Karl Fricker –ed 1971– ristampa 1992.

“Heldenorgel” articolo di Günter Lade in “Das Orgelforum, n. 5” –maggio 2002 con appunti da manoscritto del sig. W. Walcker Mayr

“Op 2308–1931: Heldenorgel” – opuscolo di Oskar Walker per l’inaugurazione del 1931.

[questi ultimi due sono consultabili integralmente nel Sito della Casa Organaria WALCKER ORGELBAU]