GIUSEPPE DISTASO SUONA:

L'ORGANO DELLA BASILICA DEI SANTI MEDICI A BITONTO (BA)

IL CULTO DEI SANTI MEDICI E LA PROCESSIONE DELLA TERZA DOMENICA DI OTTOBRE

La Basilica bitontina, dedicata e inaugurata nel marzo del 1973 dopo 15 anni di lavori di edificazione, possiede la reliquia delle braccia dei Santi Cosma e Damiano, custodita in apposito reliquario in argento dorato posto ai piedi dell'altare maggiore.
Il primo documento che attesta la presenza della reliquia è del 1572, data di svolgimento della Visita Pastorale di Mons. Musso.
Il culto dei Taumaturghi, secondo quanto risulta da alcune testimonianze iconografiche, è però introdotto in Bitonto fin dal XIV secolo per poi assumere, in epoca successiva, un raggio d'espansione non solo locale ma anche nazionali ed estere specie a seguito della massiccia emigrazione bitontina verso il nord America, avvenuta nei primi decenni di questo secolo allorquando gli emigranti, lasciando la città d'origine, invocano la protezione dei SS. Medici e portavano con sé la "sacra immagine" per trasferirla nei luoghi di nuova residenza, come "nell'Holy Face Monastery" di Clifton (New Jersey) dove è attiva l'associazione laicale "Società SS. Cosma e Damiano".
Le prime tracce della venerazione dei Santi in città rinviano al dipinto trecentesco inizialmente custodito nel catino absidale della chiesa di S. Leucio Vecchio ubicato nel cuore del Centro Antico, dipinto attualmentecollocato presso il Museo Pinacoteca Diocesano. Al XIV secolo risale l'artistico bassorilievo in pietra raffigurante i Santi Medici ed alcuni devoti che ricorrono alla loro intercessione, originariamente situato nella cappella della famiglia Rogadeo ed oggi adibito a paliotto dell'altare posto nella cripta della nuova Basilica voluta dal vescovo Marena (1950 - 1978).
E' del XIV secolo la prima chiesa, ad aula unica, dedicata in Bitonto ai Santi (di cui oggi non rimane che il ricordo nei Registri Angioini e negli Atti delle visite Pastorali di Mons. Musso del 1549, di Mons. Carafa del 1624 e di Mons. Pierbenedetto del 1631, oltre che tracce nelle annotazioni catastali settecentesche) ubicata nei pressi della chiesa di S. Giorgio, anzi nel suo recinto, e aperta al culto fino al 31 gennaio del 1631 per essere infine profanata il 5 novembre 1676 dal vescovo Mons. Gallo. Proprio in questa chiesa, secondo gli Atti della Visita Pastorale compiuta da Mons. Carafa nel 1624, furono inizialmente esposte in venerazione le due statue in pietra policroma di media statura raffiguranti i Santi, poi collocate nella cripta della Cattedrale ed oggi gelosamente custodite nel Museo Pinacoteca Diocesano per volere di Mons. Marena. Nel 1631 il culto dei Santi si trasferisce dalla prima dimora nell'antica chiesa dei Santi Cosma e Damiano, contigua alla chiesa parrocchiale di S. Giorgio, il cui parroco, don Pisanelli, fa dipingere un quadro dei Santi dall'insigne artista Carlo Rosa e lo colloca sull'altare loro destinato. Di qui, il 19 marzo 1963, le nuove statue con la sembianza dei Santi, fatte intanto realizzare ad intaglio nel 1733 da Giuseppe Carlo Minnuto ad opera di un valente artigiano di scuola napoletana, frattanto divenute oggetto di accentuato culto per gli eventi miracolosi verificatisi, vengono trasferite nel Santuario voluto da Mons. Marena, luogo di preghiera e di culto ma anche di testimonianze della carità, eretto a Basilica Pontificia Minore da Paolo VI (1963 - 1978) il 13 febbraio 1975.
La venerazione dei Santi Cosma e Damiano è stata anche segnalata da Giovanni Paolo II nel discorso ai Vescovi pugliesi del 20 dicembre 1986 come potente fattore di promozione di unità della Chiesa fra Oriente e Occidente. E la Chiesa diocesana di Bari - Bitonto è fra quelle che sono proprio in "punto di contatto" fra le due Chiese sorelle latina e greco - ortodossa, e possono favorire la fraternità spirituale. Ogni anno la città di Bitonto festeggia i SS. Medici Cosma e Damiano per ben due volte.
La prima volta coincide con la solennità liturgica latina del 26 settembre. Già nei giorni precedenti i fedeli partecipano alle celebrazione liturgiche ed eucaristiche con inni, canti, preghiere e con l'assidua partecipazione alla Novena.
La seconda festa, definita "esterna", cade la terza domenica di ottobre, fissata in quella data con decreto di Curia vescovile del 1733 per consentire alla popolazione rurale di portare a termine le attività legate alla campagna vinicola.

La terza domenica di ottobre i santi medici escono dalla basilica per dar luogo alla processione per le vie della cittadina. La processione ha inizio verso le 8.00 di mattina dopo la santa messa (le messe iniziano alle 5.00) e termina in tarda serata. Tale durata è da riscontrarsi nella lentezza con cui le statue avanzano (vengono portate a spalla) per le vie della città. Precede le statue un corteo lungo almeno uno, due km di persone devotissime che portano, a testimonianza della loro devozione, un cero acceso; la particolarità di questi ceri accesi consiste nelle dimensioni, nel peso (dalla dimensione di una candela a quella di una colonna alta 2 mt e di diametro di 80 cm portato su un carrello per l'eccessivo peso) e nel modo di portarlo, legato con una fune e trascinato per l'impossibilità di alzarlo, o su un carrello, incuranti della cera sulle mani, sui vestiti: questa è vera devozione a ringraziamento delle grazie ricevute dai santi patroni. Ultima ma non trascurabile particolarità è l'avanzamento diciamo "a gambero", infatti tutte le persone devote procedono scalze e retrocedendo (quindi camminando all'indietro) per non dare mai le spalle ai santi patroni, ciò rappresenterebbe una mancanza di devozione. Tutte le caratteristiche possono essere viste nell'illustrazione che segue:

L'ORGANO F.LLI RUFFATTI

Nel 1971 la ditta F.lli Ruffatti (che in quel periodo ha lasciato molte opere in puglia) fu incaricata di costruire l'organo per la basilica dei Santi Medici. La situazione risultava alquanto difficile in quanto la basilica era un ambiente molto grande mentre la cantoria che era stata predisposta per ospitare l'organo era piccola; per poter quindi costruire un organo adeguato alle esigenze della basilica si è optato per le tre più consone soluzioni:

1) trasmissione elettronica (lo spazio limitato rendeva impossibile la collocazione di una consolle meccanica in cantoria);

2) Facciata composta da più registri (anche data la elevata lunghezza della cantoria)

3) Derivazione e prolungamento di molti registri.

Da questo progetto ne è scaturito un organo molto bello, sia dal punto di vista fonico che dal punto di vista estetico, le canne disposte in modo "ceciliano" (prive di cassa armonica) sono disposte in modo molto razionale e gradevole alla vista, e in scala decrescente, si passa infatti dalla facciata in base 16' e 8' nei laterali, alla controfacciata di principale 4' fino alle file del ripieno poste all'estremità superiore dell'organo; anche dal piano della chiesa si intravedono le canne in legno del contrabbasso 16' e le grandiose canne della controbombarda 32'. L'organo è quindi diviso in due grandi sezioni: 1.sezione aperta (comprendente pedale, grand'organo e positivo aperto); 2. Sezione espressiva (comprendente il recitativo in cassa espressiva); infatti essendo molti registri comuni a più sezioni (anche a tutte e tre contemporaneamente) non esistono le sezioni distinte tipiche dell'organo quali pedale grand'organo e positivo.

Dal punto di vista fonico ne è scaturito un organo completo composto da tre tastiere e pedaliera e, per necessità di spazio con una sola cassa espressiva facendo corrispondere alla prima tastiera un positivo aperto. La sezione dei pedale risulta molto completa, per incrementare la potenza sonora sono presenti infatti un flauto acustico di 32',una sonora controbombarda di 32' e un ripieno 6 file indipendente (avente le ultime 4 file corrispondenti al ripieno del Grand'organo).

Tra le altre problematiche riscontrate nella costruzione di quest'organo anche la notevole lunghezza della navata centrale che ha obbligato Ruffatti a collocare la consolle a metà chiesa e a notevole distanza dall'altare, in una posizione veramente scomoda ma obbligatoria per il limite imposto dalla trasmissione elettrica riguardante la lunghezza del cavo di collegamento e l'aumento del ritardo sonoro.

Sicuramente l'errore più grande è stato fatto nella progettazione della basilica, si poteva benissimo collocare l'organo in uno dei due transetti o in due corpi distinti, perchè nello stato attuale sicuramente ci sono molte problematiche anche nell'ospitare corali o concerti di organo e orchestra, ma soluzioni ci possono essere, magari in un sistema tipo quello fatto a Loreto, mediante l'ubicazione di un corpo corale nel transetto e una consolle generale nelle vicinanze dell'altare, dove il corpo corale serve anche da guida per l'organista (vedi organi della basilica di Loreto in PersoQualcosa).

di seguito la disposizione fonica

I: Positivo Aperto II: Grand'organo
Principalino 8'

Ottava 4'

Quintadecima 2'

Decimanona 1.1/3

Vigesimaseconda 1'

Cimbalo 3 file .1/4

Sesquialtera 2 file (XII e XVII)

Voce Umana 8'

Bordone 8'

Flauto a camino 4'

Piccolo 2'

Cromorno 8'

Tremolo

Principale 16'

Principale 8'

Ottava 4'

Duodecima 2.2/3'

Flauto a camino 8'

Flauto in VIII 4'

Flauto in XII 2.2/3'

Flauto in XV 2'

Decimaquinta 2'

Ripieno 4 file (XIX, XXII, XXVI, XXIX)

Scharf 4 file .2/3

Cornetta 1.3/5

Tromba 16'

Tromba 8'

Chiarina 4'

 

III: Recitativo Espressivo Pedale
Principale 8'

Principalino 4'

Ripieno 5 file (XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX)

Quintadena 16'

Corno di camoscio 8'

Flauto a copula 4'

Flagioletto 2'

Salicionale 8'

Voce celeste 8'

Controfagotto 16'

Oboe 8'

Trombina 4'

Tremolo

Flauto Acustico 32'

Contrabasso 16'

Principale 16'

Subbasso 16'

Quintadena 16'

Gran Quinta 10.2/3'

Principale 8'

Flauto conico 8'

Quintadena 8'

Bordone 8'

Principalino 4'

Corno di notte 4'

Flauto 4'

Quintadecima 2'

Ripieno 6 file (XII, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX)

Controbombarda 32'

Bombarda 16'

Tromba 16'

Controfagotto 16'

Trombone 8'

Clarone 4'

La dimostrazione più eloquente dei registri la possiamo trovare tra i flauti del Grand'Organo (da 8 a 2 su un unica fila) e soprattutto tra le ance dove Tromba 16', Trombone 8' e Clarone 4' corrispondono alle pari ance 16, 8 e 4 del Grand'Organo.

L'ESPERIENZA PERSONALE

Recandomi spesso a Bitonto con i miei parenti in pellegrinaggio (perchè ho un nonno che ha ricevuto una grazia da loro) sono sempre rimasto affascinato fin da piccolo da quel grande organo che, insieme con quello che suono attualmente sono stati i due organi che mi hanno ispirato nel mio cammino incontro all'organo a canne e da grande cosa vado a scoprire...(?) che sono due organi gemelli!(guarda un pò) infatti sono stati costruiti, quello di Bitonto nel 1971 e quello di Margherita nel 1971 e installato nel 1972, nel prossimo articolo parlerò proprio di quest'organo e vi farò vedere come si riesce a capire che gli organi sono gemelli.

Tralasciando tutti i paragoni, parliamo del bellissimo pomeriggio che ho passato alla consolle: (tranne una interruzione di 30 minuti per un rosario, ma nei santuari si sà, è così) ho trovato un organo molto ben intonato (è stato infatti restaurato da poco) soprattutto nelle ance che "fanno la differenza" come in tutti gli organi Ruffatti degli anni '70, magnifica poi la controbombarda del pedale che ho avuto modo di provare in un "finale maestoso" al termine della messa che ho suonato in basilica. Una cosa carina di quest'organo è l'avviamento a chiave, molto utile per evitare che qualcuno lo utilizzi senza permesso.

Da quando l'organo è stato restaurato è oggetto di numerosi concerti che vedono alternarsi alla sua consolle organisti di fama internazionale.

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(Un ringraziamento particolare all'organista Giovanni Vacca per avermi fatto provare quest'organo)